Quando, a 25 anni, mi sono laureata con lode in lettere antiche, non mi sentivo una sfigata.
Quando, tre mesi dopo, ho partecipato alle selezioni delle famosa SSIS, la scuola per aspiranti insegnanti, e ho potuto scegliere tra tre diverse classi di concorso, non mi sono sentita una sfigata.
Quando, a 27 anni, ho iniziato ad insegnare lettere e latino nei licei, mi sentivo tutt'altro che sfigata: lavoravo dal 1 settembre al 31 agosto, le graduatorie scorrevano ed ero certa che presto avrei avuto un lavoro a tempo indeterminato.
Quando, a 32 anni, in seguito alla riforma Gelmini, per la prima volta sono uscita dal provveditorato senza un lavoro per il 1 settembre, non mi sono sentita sfigata: ero solo attonita, sconvolta, incredula.
Quando ho notato di essere stata "asfaltata" da colleghi che avevano comprato "titoli" tramite i famigerati corsi-di-perfezionamento-farsa-online e mi sono resa conto che mi sarei dovuta iscrivere per "restare a galla", allora ho iniziato a sentirmi una sfigata.
Seicento euro per tre punti, signori. Vi paiono pochi?
Quando mi sono accorta di essere incinta, e ho realizzato che sarei stata una madre precaria, ALLORA mi sono sentita una sfigata.
Quando, a settembre di quest'anno, ho ottenuto un contratto di sole 7 ore, allora mi sono sentita MOLTO sfigata.
Quando i nostri ministri dicono di voler svecchiare il corpo docente facendo spazio ad insegnanti giovani e motivati, mi chiedo: e io cos'ero sei anni fa??
Quando avrò superato i 35 anni e continuerò ad essere precaria, con che rispetto mi guarderanno i miei studenti? Non penseranno forse che se sono in questa situazione è perchè non ho superato le debite selezioni? Non penseranno di avere per insegnante una GRAN SFIGATA?
E dovrei motivarli a studiare..
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