Assisto tiepida ai dibattiti sull'articolo 18: il precariato mi sta rendendo egoista ed insensibile. Non ero così, davvero. Mi specchio negli occhi assonnati dei passanti, nelle facce letargiche degli impiegati che occhieggiano distratti il giornale sul treno: i loro commenti giungono ovattati, a stralci. Capto alcune parole, il tono è velenoso: "statali", "intoccabili", "illicenziabili". Provo una rabbia sorda, che mi logora dentro.
Perché lo stato ogni anno licenzia migliaia di persone, preparate e non, lavoratrici o fannullone, che insegnano con passione o con rassegnazione. Non importa quanto tu possa dare o fare, quante ore di straordinario accumuli, quanto sia disponibile con le famiglie ed i ragazzi anche in orario extrascolare; non importa il tuo grado di preparazione, culturale ed umana; sei un "lavoratore parascolastico", un prof di serie B, un fantasma che appare ogni anno in una scuola diversa, una figura su cui i ragazzi non possono contare nella loro vita scolastica.
Sostengono che con la nuova legge sarà più difficile per le aziende abusare del precariato: e per lo stato? E le migliaia di persone che invecchiano precarie?
Non mi piacciono i libri di Milan Kundera, però mi trovo spesso a citare il titolo di uno di essi: la vita è altrove.
Una (non storica) precaria della scuola vi guida nel mondo delle supplenze, abilitazioni, graduatorie. Apparentemente cinica e disincantata, in realtà rimane una irrecuperabile sognatrice e idealista. Per (aspiranti) prof e non.
domenica 25 marzo 2012
mercoledì 14 marzo 2012
Come si diventa(va) prof/2
I neofiti del mondo della scuola si chiederanno chi siano i famosi "abilitati sis" (o ssis).
Mi è facile spiegarlo perchè tra questi ci sono anch'io!
Ebbene, dopo l'ultimo "concorsone" (mi sembra ci sia stato nel 2000 o 2001) lo stato decise di cambiare maniera di selezionare insegnanti. Il motivo?
Ufficialmente perchè il concorso valutava le "conoscenze" cioè il sapere, non il "saper insegnare", cioè la didattica. Ci si basava insomma sul buon vecchio detto di catoniana memoria "rem tene, verba sequentur".
Per ovviare al problema vennero create delle scuole di specializzazione post lauream a numero chiuso: l'esame iniziale avrebbe dovuto valutare le conoscenze, mentre i due anni di corsi ed esami, che si sarebbero conclusi con un "esame di stato", avrebbero dovuto offrire ai neo-insegnanti gli strumenti didattici per lavorare al meglio.
Ogni regione aveva una sua sis, ed il numero di posti disponibili corrispondeva in teoria ai bisogni della scuola negli anni venturi.
Ufficiosamente si potrebbe pensare che lo stato abbia voluto battere cassa per finanziare le università: infatti mentre il "concorsone" è una spesa per lo stato, le sis erano scuole a pagamento, con delle rette piuttosto alte; inoltre non erano previste borse di studio.
La cosa ha funzionato fino ad un certo punto: i primi abilitati sis, in media, hanno avuto accesso al ruolo in un numero ragionevole di anni. Poi però qualcosa è andato storto, principalmente per due motivi:
Come molti colleghi ho pensato di cambiare lavoro: secondo voi avevo più possibilità a 26 anni, fresca di laurea con lode e disposta a spostarmi in Italia o all'estero, o a 33 con un figlio piccolo e l'esperienza lavorativa circoscritta al campo dell'insegnamento?
Mi è facile spiegarlo perchè tra questi ci sono anch'io!
Ebbene, dopo l'ultimo "concorsone" (mi sembra ci sia stato nel 2000 o 2001) lo stato decise di cambiare maniera di selezionare insegnanti. Il motivo?
Ufficialmente perchè il concorso valutava le "conoscenze" cioè il sapere, non il "saper insegnare", cioè la didattica. Ci si basava insomma sul buon vecchio detto di catoniana memoria "rem tene, verba sequentur".
Per ovviare al problema vennero create delle scuole di specializzazione post lauream a numero chiuso: l'esame iniziale avrebbe dovuto valutare le conoscenze, mentre i due anni di corsi ed esami, che si sarebbero conclusi con un "esame di stato", avrebbero dovuto offrire ai neo-insegnanti gli strumenti didattici per lavorare al meglio.
Ogni regione aveva una sua sis, ed il numero di posti disponibili corrispondeva in teoria ai bisogni della scuola negli anni venturi.
Ufficiosamente si potrebbe pensare che lo stato abbia voluto battere cassa per finanziare le università: infatti mentre il "concorsone" è una spesa per lo stato, le sis erano scuole a pagamento, con delle rette piuttosto alte; inoltre non erano previste borse di studio.
La cosa ha funzionato fino ad un certo punto: i primi abilitati sis, in media, hanno avuto accesso al ruolo in un numero ragionevole di anni. Poi però qualcosa è andato storto, principalmente per due motivi:
- Il numero di insegnanti necessario è stato sovrastimato rispetto ai reali bisogni della scuola
- La riforma Gelmini, diminuendo le ore di lezione nelle scuole (soprattutto per alcune classi di concorso tra cui la mia), ha reso le stime precedenti del tutto infondate
Come molti colleghi ho pensato di cambiare lavoro: secondo voi avevo più possibilità a 26 anni, fresca di laurea con lode e disposta a spostarmi in Italia o all'estero, o a 33 con un figlio piccolo e l'esperienza lavorativa circoscritta al campo dell'insegnamento?
venerdì 9 marzo 2012
Come si diventa prof/1
L'interrogativo di molti neolaureati è: come si diventa prof??
Cercherò di spiegarlo nel modo più chiaro e breve possibile.
Ci sono due tipi di prof precari: gli ABILITATI ed i NON ABILITATI.
I NON ABILITATI sono laureati in possesso dei requisiti per insegnare; occorre cioè aver sostenuto determinati esami inerenti la materia in questione, che trovate spulciando il sito www.istruzione.it
Chi non avesse i titoli per insegnare per non aver sostenuto un paio di esami può tranquillamente informarsi presso la propria università e sostenerli dopo la laurea, pagando una tassa di iscrizione relativamente bassa (che cambia da una università all'altra).
I non abilitati possono solo aspirare a supplenze temporanee, e sono inseriti in una graduatoria (detta "di terza fascia"), cui le scuole attingono solo DOPO aver esaurito la graduatoria degli abilitati.
Come iniziare a praticare questa professione da non abilitati?
Chi volesse conseguire l'ABILITAZIONE, l'unica via di accesso al ruolo, sappia che a giugno dovrebbero esserci le selezioni per i cosiddetti TFA, Tirocini Formativi Attivi, che saranno attivati da settembre 2012.
Si tratta di un tirocinio da esercitare nelle scuole, cui saranno affiancate anche delle lezioni (con conseguenti esami) di didattica, pedagogia etc. Il percorso di studio/lavoro dovrebbe durare un anno.
Per tenervi informati, oltre al già menzionato sito ufficiale del ministero, vi consiglio di consultare il blog di Orizzonte Scuola, un sito che imparerete ad apprezzare se deciderete di intraprendere questa professione!
In bocca al lupo
Cercherò di spiegarlo nel modo più chiaro e breve possibile.
Ci sono due tipi di prof precari: gli ABILITATI ed i NON ABILITATI.
I NON ABILITATI sono laureati in possesso dei requisiti per insegnare; occorre cioè aver sostenuto determinati esami inerenti la materia in questione, che trovate spulciando il sito www.istruzione.it
Chi non avesse i titoli per insegnare per non aver sostenuto un paio di esami può tranquillamente informarsi presso la propria università e sostenerli dopo la laurea, pagando una tassa di iscrizione relativamente bassa (che cambia da una università all'altra).
I non abilitati possono solo aspirare a supplenze temporanee, e sono inseriti in una graduatoria (detta "di terza fascia"), cui le scuole attingono solo DOPO aver esaurito la graduatoria degli abilitati.
Come iniziare a praticare questa professione da non abilitati?
- Monitorare il sito www.istruzione.it: ogni 2-3 anni esce il bando per inserirsi in dette graduatorie "di terza fascia". Per compilarla la prima volta meglio rivolgersi ad un sindacato, se non siete pratici di "burocratese".
- Chi volesse iniziare subito (l'ultimo bando è scaduto questa estate) può mandare una "messa a disposizione" cartacea ai singoli Dirigenti Scolastici. Si tratta di una breve letterina in cui si dichiara di possedere i titoli per insegnare la tal materia, e di essere a disposizione per incarichi a tempo determinato; a tale letterina va allegato il CV. I presidi attingono dalle messe a disposizione quando hanno esaurito anche le graduatorie dei non abilitati, quindi è molto difficile essere chiamati, però vale la pena di provare... il mio terzo incarico è arrivato proprio così!
Chi volesse conseguire l'ABILITAZIONE, l'unica via di accesso al ruolo, sappia che a giugno dovrebbero esserci le selezioni per i cosiddetti TFA, Tirocini Formativi Attivi, che saranno attivati da settembre 2012.
Si tratta di un tirocinio da esercitare nelle scuole, cui saranno affiancate anche delle lezioni (con conseguenti esami) di didattica, pedagogia etc. Il percorso di studio/lavoro dovrebbe durare un anno.
Per tenervi informati, oltre al già menzionato sito ufficiale del ministero, vi consiglio di consultare il blog di Orizzonte Scuola, un sito che imparerete ad apprezzare se deciderete di intraprendere questa professione!
In bocca al lupo
mercoledì 7 marzo 2012
Sfigati
Quando, a 25 anni, mi sono laureata con lode in lettere antiche, non mi sentivo una sfigata.
Quando, tre mesi dopo, ho partecipato alle selezioni delle famosa SSIS, la scuola per aspiranti insegnanti, e ho potuto scegliere tra tre diverse classi di concorso, non mi sono sentita una sfigata.
Quando, a 27 anni, ho iniziato ad insegnare lettere e latino nei licei, mi sentivo tutt'altro che sfigata: lavoravo dal 1 settembre al 31 agosto, le graduatorie scorrevano ed ero certa che presto avrei avuto un lavoro a tempo indeterminato.
Quando, a 32 anni, in seguito alla riforma Gelmini, per la prima volta sono uscita dal provveditorato senza un lavoro per il 1 settembre, non mi sono sentita sfigata: ero solo attonita, sconvolta, incredula.
Quando ho notato di essere stata "asfaltata" da colleghi che avevano comprato "titoli" tramite i famigerati corsi-di-perfezionamento-farsa-online e mi sono resa conto che mi sarei dovuta iscrivere per "restare a galla", allora ho iniziato a sentirmi una sfigata.
Seicento euro per tre punti, signori. Vi paiono pochi?
Quando mi sono accorta di essere incinta, e ho realizzato che sarei stata una madre precaria, ALLORA mi sono sentita una sfigata.
Quando, a settembre di quest'anno, ho ottenuto un contratto di sole 7 ore, allora mi sono sentita MOLTO sfigata.
Quando i nostri ministri dicono di voler svecchiare il corpo docente facendo spazio ad insegnanti giovani e motivati, mi chiedo: e io cos'ero sei anni fa??
Quando avrò superato i 35 anni e continuerò ad essere precaria, con che rispetto mi guarderanno i miei studenti? Non penseranno forse che se sono in questa situazione è perchè non ho superato le debite selezioni? Non penseranno di avere per insegnante una GRAN SFIGATA?
E dovrei motivarli a studiare..
Quando, tre mesi dopo, ho partecipato alle selezioni delle famosa SSIS, la scuola per aspiranti insegnanti, e ho potuto scegliere tra tre diverse classi di concorso, non mi sono sentita una sfigata.
Quando, a 27 anni, ho iniziato ad insegnare lettere e latino nei licei, mi sentivo tutt'altro che sfigata: lavoravo dal 1 settembre al 31 agosto, le graduatorie scorrevano ed ero certa che presto avrei avuto un lavoro a tempo indeterminato.
Quando, a 32 anni, in seguito alla riforma Gelmini, per la prima volta sono uscita dal provveditorato senza un lavoro per il 1 settembre, non mi sono sentita sfigata: ero solo attonita, sconvolta, incredula.
Quando ho notato di essere stata "asfaltata" da colleghi che avevano comprato "titoli" tramite i famigerati corsi-di-perfezionamento-farsa-online e mi sono resa conto che mi sarei dovuta iscrivere per "restare a galla", allora ho iniziato a sentirmi una sfigata.
Seicento euro per tre punti, signori. Vi paiono pochi?
Quando mi sono accorta di essere incinta, e ho realizzato che sarei stata una madre precaria, ALLORA mi sono sentita una sfigata.
Quando, a settembre di quest'anno, ho ottenuto un contratto di sole 7 ore, allora mi sono sentita MOLTO sfigata.
Quando i nostri ministri dicono di voler svecchiare il corpo docente facendo spazio ad insegnanti giovani e motivati, mi chiedo: e io cos'ero sei anni fa??
Quando avrò superato i 35 anni e continuerò ad essere precaria, con che rispetto mi guarderanno i miei studenti? Non penseranno forse che se sono in questa situazione è perchè non ho superato le debite selezioni? Non penseranno di avere per insegnante una GRAN SFIGATA?
E dovrei motivarli a studiare..
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